Certi suoni chiedono di essere condivisi. Il dancefloor è il luogo che ce lo permette: chi ci segue trova qualcosa di familiare, condiviso, in cui suono e individui diventano tutt'uno in un nuovo luogo da abitare assieme.
Questa è la nostra promessa, verso chi ascolta, verso la musica e verso gli artisti / chi suona.
Il rispetto del prossimo non è negoziabile. Comportamenti molesti, offensivi o che mettano a disagio chiunque non hanno posto qui, né sul dancefloor, né fuori da esso.
Ognuno può esprimere sé stesso liberamente, muoversi come vuole, essere come è, senza essere giudicato né messo a disagio. Questo vale sempre e per tutti.
Questo movimento si oppone attivamente a ogni forma di violenza, fisica, verbale, psicologica e culturale.
L'ingresso ha lo stesso prezzo per tutti. Non vogliamo squilibri di trattamento, non vogliamo che il pubblico diventi merce, né che la musica lo sia.
Apprezziamo chi arriva con mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta. Non si tratta solo di ambientalismo: questo vuole essere lo spirito dei luoghi che abitiamo.
L'uso di alcol per chi si mette al volante è fortemente sconsigliato.
Chi apre il set ha lo stesso valore di chi lo chiude. Chi è ai primi dischi ha lo stesso diritto al rispetto di chi suona da anni, senza alcuna gerarchia.
Ci si supporta. Ci si ascolta. Ci si condivide.
La competizione non produce niente di buono, ma la condivisione sì: un disco trovato per caso, un suono che non si sapeva nominare, una rete che sostiene chi inizia.